Ho intrapreso un viaggio

Mi chiedono, cosa sto apprendendo da questa esperienza? Ecco, il percorso AFAR ha acuito la mia consapevolezza, ha affinato la mia capacità di analizzare i meccanismi più subdoli e silenziosi che alimentano e mantengono il razzismo. Adesso lo riconosco ovunque, nelle sue diverse forme: dai libri di testo, ai titoli delle testate giornalistiche, nel linguaggio comune, al telegiornale, negli spot pubblicitari. Oltre al lampante ostruzionismo per il soddisfacimento dei diritti fondamentali che incide nella vita delle persone razzializzate. Ho compreso i suoi meccanismi della cui presenza ho sempre sentito il peso senza riuscire a decifrare la complessità. Percepivo un problema, ma non sapevo da dove cominciare, non ne scorgevo le dimensioni, non prevedevo le azioni. E mi sentivo piccola, impotente.  

Il fatto è che ci vuole coraggio. Quando ti rendi conto della gravità di un fenomeno come il razzismo, in tutte le sue sottili e variegate forme, è tosta. Riconosci una profonda ingiustizia compiuta alla luce del sole e spesso nel rispetto di leggi a loro volta discriminatorie. Per non parlare dell’ignoranza di molte persone che ancora oggi perpetuano infondati stereotipi, agendo sulla base di pregiudizi errati. Con AFAR ho imparato a non demoralizzarmi, trovo la forza, il supporto e gli strumenti per immaginare e agire un’Italia migliore per tuttə. Apprendo dalle storie di altrə, storie di lotte e ribellioni, di organizzazioni per la rivendicazione degli spazi, dei diritti, per la riappropriazione dei luoghi e delle parole. Insieme condividiamo e scambiamo strumenti per rendere quest’urgenza di giustizia un’azione reale, forte, in grado di produrre cambiamento. 

In questo viaggio ho capito anche che il cambiamento è già in atto: siamo noi, in fermento, ma abbiamo bisogno di una rete solida attraverso cui coordinare i nostri sforzi. Già prendere atto del nostro “esistere” è significativo: ora so di far parte di una comunità resiliente, determinata, attiva e creativa.

L’idea di combattere contro un mostro così grande –il razzismo- è meno scoraggiante.  

 

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