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In questa sezione sono presenti ricerche, articoli e materiali di approfondimento riguardanti l’afrofobia e tematiche trasversali. In quanto tra gli obiettivi generali del progetto vi è quello di contribuire a prevenire, analizzare e affrontare il tema dell’afrofobia e dei linguaggi afrofobici tramite la ricerca e la condivisione di strumenti utili. 

AFROFOBIA

Being Black in the EU
Quasi vent’anni dopo l’adozione delle leggi dell’UE che vietano la discriminazione, le persone african e afrodiscendenti che risiedono in Europa devono affrontare pregiudizi ed esclusione diffusi e radicati. Questo rapporto delinea alcuni dei risultati della seconda indagine su larga scala della FRA (European Union Agency for Fundamental Right) su migranti e minoranze (EU-MIDIS II). Esamina le esperienze di quasi 6.000 persone di afrodiscendenti in 12 Stati membri dell’UE, fra cui l’Italia. ​

Combating racism and racial discrimination against people of African descent in Europe

“Il razzismo e la discriminazione razziale contro le persone di origine african e afrodiscendenti rimangono un problema diffuso ma non riconosciuto in Europa. È tempo di riconoscerlo e di adottare misure per combattere più efficacemente l’afrofobia”. Gli esiti della Tavola rotonda con i difensori dei diritti umani organizzata dall’Ufficio del Commissario per i diritti umani del Consiglio d’Europa il 24 novembre 2020 evidenziano come le persone afrodiscendenti continuino ad essere esposte a forme particolarmente gravi di razzismo e discriminazione razziale, tra cui stereotipi, violenza, il profiling razziale nella polizia e nella giustizia penale e le pratiche che perpetuano le disuguaglianze sociali ed economiche.
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COMUNICAZIONE, MEDIA, HATE SPEECH

Models of governance of of online hate speech
Questo studio, che tratta il tema dell’hate speech dal punto di vista delle policies online e delle piattaforme, è stato commissionato dal Consiglio d’Europa, Direzione Generale della Democrazia. Si propone di mappare, spiegare e valutare le innovazioni emerse negli ultimi anni negli strumenti di governance per i discorsi d’odio online a livello europeo.

Le infrastrutture del volontariato in Europa

Nel 2021 CEV (Centre for European Volunteering) ha aggiornato la pubblicazione “Volunteering Infrastructure in Europe” nata nel 2012, a seguito dell’Anno europeo del volontariato, per approfondire come l’impegno civico sia strutturato nei diversi paesi dell’Unione e come i contesti culturali, storici e giuridici avessero potuto influire sulla motivazione e le attività di volontari ed organizzazioni.

Qui il link ai report di ciascun Paese: https://www.europeanvolunteercentre.org/vie

Qui la traduzione in italiano del capitolo dedicato al volontariato in Italia, curato daCSVnet, con un lavoro di sintesi incentrato su una lettura del settore dal punto di vista normativo, statistico e storico.

Volontari inattesi. L’impegno sociale delle persone di origine immigrata (Erickson, 2020).

Si tratta della prima indagine nazionale realizzata sul tema dal centro studi Medì, e promossa da CSVnet con l’apporto determinante dei Centri di servizio per il volontariato. Spinta da un obiettivo culturale, la ricerca rovescia una delle immagini più diffuse degli stranieri, rappresentati spesso dai media solo come beneficiari di aiuto da parte degli italiani. Le persone migranti, infatti, non contribuiscono soltanto con il loro lavoro all’economia del Paese, ma esprimono anche un insospettato dinamismo sociale, impegnandosi gratuitamente attraverso il volontariato in servizi di pubblica utilità.

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WELFARE, EDUCAZIONE E SALUTE

Women and girls of African descent. Human rights, achievements and challenges

Le donne e le ragazze africane e afrodiscendenti affrontano forme multiple di discriminazione. Nonostante molti Stati abbiano implementato approcci basati sul genere o sull’integrazione della dimensione di genere nei programmi di riduzione della povertà, le donne e le ragazze spesso non sono raggiunte o incluse in tali programmi a causa di barriere determinate da forme intersecanti di discriminazione. Gli ambiti di attenzione trattati nel documento sono: povertà, istruzione, salute, occupazione, amministrazione della giustizia, partecipazione politica, violenza di genere e stereotipi.

Equality and the Fight against Racism and Xenophobia. Cost of Non-Europe report

Sebbene l’uguaglianza sia uno dei valori fondanti dell’Unione europea, una grande percentuale della popolazione dell’UE è a rischio di discriminazione. Nello specifico diverse sono le indagini che documentano quanto il razzismo e la xenofobia siano diffusi. L’impatto delle lacune e delle barriere della politica sull’uguaglianza e la lotta contro razzismo e la xenofobia può essere stimato in termini di impatto sia sugli individui, a causa di una protezione inadeguata dei loro diritti e libertà fondamentali, e impatti economici sugli Stati membri. Questo studio identifica queste carenze e dettaglia il loro impatto sugli individui interessati, in termini di negazione dei loro diritti e di danni materiali e immateriali, tra cui il rendimento scolastico, lo stato di salute, il rischio di aggressione, i guadagni, le condizioni abitative e i diritti pensionistici.

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DISCRIMINAZIONE E INSICUREZZA

Special Eurobarometer 493 (2019): Discrimination in the EU

Quest’indagine si concentra sulle percezioni, gli atteggiamenti e le opinioni delle persone sulla discriminazione – basata sull’origine etnica, il colore della pelle, l’orientamento sessuale, il genere, l’età, la disabilità, la religione o le convinzioni. A livello europeo, quasi sei persone su dieci (59%) pensano che la discriminazione basata sull’origine etnica sia diffusa nel loro Paese, ma c’è una variazione significativa tra i singoli Stati membri. In 17 Paesi più della metà degli intervistati pensa che questo tipo di discriminazione sia diffusa, con le percentuali più alte tra gli intervistati nei Paesi Bassi (76%), Francia (74%), Belgio (71%) e Svezia (70%).
In tema di discriminazione basata sul colore della pelle, in Italia ben il 69% dei rispondenti pensa sia diffusa nel nostro Paese. Ci collochiamo al quarto posto dopo Francia, Belgio e Olanda.

Legislazione sui crimini d’odio: un approccio intersezionale per garantire i diritti delle vittime

A livello europeo le disposizioni legislative sviluppate per affrontare i crimini d’odio sono spesso inadeguate a garantire i diritti delle vittime dei crimini d’odio intersezionali. Sulla base dei dati del Rapporto ombra dell’ENAR sui crimini d’odio e il razzismo istituzionale in Europa, questo brief offre un quadro per comprendere le carenze istituzionali e le buone pratiche di 24 Stati membri dell’UE.

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rappresentazione

Africa Mediata- edizione 2019 

Quale e quanta Africa vediamo attraverso i media italiani? La risposta la dà il rapporto L’Africa MeDIAta di Amref Health Africa- Italia. La ricerca- relativa a tv, stampa, social e fiction, nel primo semestre 2019- è stata condotta da Osservatorio di Pavia. 

Nei primi sei mesi del 2019 l’Africa nei media italiani risulta quantitativamente poco presente. Nei telegiornali delle nove reti prese in esame, in prima serata, la copertura dell’Africa raggiunge il 2,4%. Ampliando lo sguardo all’Africa e agli africani in Italia (l’Africa “qui”), il dato cresce sensibilmente: al 2,4% di notizie sull’Africa “là” si aggiunge un 10% di notizie sull’Africa in Italia. Escludendo il tema immigrazione, l’Africa rimane poco visibile nei media.

Gli ingredienti più usati dai generi televisivi nella narrazione dell’Africa sono essenzialmente l’afropessimismo  nelle rubriche informative, il folklore esotico nei documentari naturalistici e l’eurocentrismo e il distacco nei talk show. A parlare di Africa sono rappresentanti politici e istituzionali italiani.  

Africa Mediata- edizione 2021 

La seconda edizione dell’Africa MeDIAta, analizza l’Africa nella rappresentazione dei media e nell’immaginario dei giovani, in un arco temporale che va dalla fine del 2019 ai primi mesi del 2021.

Tra gli effetti dell’emergenza sanitaria COVID-19 e delle sue drammatiche conseguenze, vi è la progressiva scomparsa mediatica, nel corso del 2020 di temi, eventi e Paesi dell’Africa. Il Rapporto 2021 registra una drastica diminuzione dell’attenzione complessiva per l’Africa nel 2020- sulla stampa, nei notiziari e nei programmi di informazione- in ragione sopratutto della ristrutturazione delle agende a causa della pandemia. Allo scopo di comprendere in che modo bambini e ragazzi di età compresa tra i 10 e 14 anni percepiscano l’Africa proposta dai media, tra marzo e aprile 2021 sono stati condotti 8 focus group in 5 istituti scolastici (primarie e secondarie di primo grado) nelle città di Roma, Milano e Pavia, coinvolgendo 182 studenti. L’immaginario dei giovani emerso durante i focus group sembra confermare il ruolo dei media come agenzie di socializzazione. I giovani si mostrano molto abili a scorgere dinamiche di razzismo e discriminazione all’interno dei prodotti che guardano. 

Africa Mediata- edizione 2022

Africa Mediata è il dossier realizzato da Amref in collaborazione con i ricercatori dell’Osservatorio di Pavia per analizzare in che modo viene oggi rappresentato in tv, sui giornali e sui social il continente africano.    Nella terza edizione del dossier Africa Mediata, oltre all’analisi quantitativa, è stato scelto di approfondire la rappresentazione dell’Africa e delle persone afrodiscendenti nel mondo dello sport. Il focus speciale è dedicato a due eventi sportivi: i Giochi Olimpici di Tokyo e la Coppa d’Africa. Sotto la lente anche i profili social delle squadre di A, per monitorare le tematiche dell’identità e della lotta al razzismo.

La rappresentazione dei fenomeni migratori nei media

Dal 2015 l’Osservatorio di Pavia collabora con Carta di Roma per la realizzazione di un Report annuale sulla rappresentazione mediatica del fenomeno migratorio. Attraverso dati e casi di studio sono tracciate le principali tendenze del racconto di ciascun anno per analizzare se e come l’immigrazione sia stata al centro del dibattito istituzionale e politico: dal costante confronto interno e internazionale sulla gestione dei flussi migratori, all’ondata di populismo che attraversa trasversalmente l’Europa ricorrendo ad argomentazioni xenofobe e all’hate speech; da una rinvigorita trattazione pubblica del razzismo alla crescita della consapevolezza del ruolo dei social media nella diffusione dell’informazione su temi sensibili quali l’immigrazione. 

Nei link accanto l’edizione 2019, 2020, 2021 e 2022. 

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